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La cute e il cosmetico

E’ la cosa che ci rende quello che siamo quando ci guardiamo allo specchio, ci caratterizza e ci rende unici, a volte la maltrattiamo o la trascuriamo, ma la pelle è il nostro organo più grande e pesante, ci protegge e ci sostiene (nel vero senso della parola!), e dovremmo prendercene cura sempre.

La sua struttura è molto complessa, nel mio disegno appena abbozzato c’è solo una minima parte della sua complessità strutturale: è costituita da diversi strati, da una serie lunghissima di proteine, fibre, lipidi; contiene vitamine, vasi sanguigni, nervi e annessi cutanei. Conoscere la sua struttura ci aiuta a capire che tipo di cosmetico utilizzare, ascoltare l’esigenza della pelle ci permette di modificare ciò che utilizziamo per darle sempre il giusto prodotto.

Quello che noi vediamo, lo strato più superficiale, è l’epidermide: un epitelio che si rinnova e differenzia in continuazione, costituito a sua volta da cinque strati di cellule sovrapposti (germinativo o basale, spinoso, granuloso, lucido e corneo). Qui non troviamo capillari e vasi sanguigni, questi strati prendono i nutrimenti dal derma. La funzione dell’epidermide e quella di proteggere il corpo dai danni esterni (danni meccanici, aggressioni batteriche, ecc). Lo strato corneo è inoltre impermeabile all’acqua. Di tutti e cinque gli strati dell’epidermide, solo lo strato basale è costituito da cellule ancora vive, gli strati superiori sono formati da cellule morte che risalgono fino alla superficie, per poi essere sostituite continuamente. A protezione dello strato corneo, troviamo il film idro-lipidico, che migliora la capacita di trattenere l’acqua, ha un pH debolmente acido (tra 4 e 6,5).

Il derma sottostante è invece riccamente irrorato, sostiene e nutre l’epidermide, è formato da fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di alcuni elementi fondamentali:

  • collagene, il quale dà compattezza e coesione;

  • elastina, che invece dà resistenza alla trazione;

  • glicosaminoglicani, ovvero molecole zuccherine complesse che trattengono acqua e rigonfiano, dando cosi turgore alle cellule (è il caso dell’acido jaluronico, il più famoso dei GAG).

Nel derma si ha inoltre il rilascio di molecole, come l’istamina e la serotonina, quando il corpo è soggetto ad aggressioni esterne; queste sono molecole segnale che servono a scatenare reazioni sistemiche.

 

L’ipoderma al di sotto è costituito principalmente da adipociti ricchi di trigliceridi, questi formano uno strato spugnoso ed isolante, che funge da riserva nutritiva del corpo, isola termicamente, e dà il sostegno meccanico e la protezione necessaria agli organi sottostanti.  



La penetrazione cutanea viene utilizzata ormai da decine di anni anche per i farmaci: con il giusto assorbimento, i principi attivi raggiungono il circolo sanguigno nel derma, e da qui arrivano in tutto il corpo e sono in grado di svolgere il loro compito: è il caso ad esempio dei cerotti a base ormonale come metodo contraccettivo, o dei cerotti di nitroglicerina usati nel trattamento di disturbi cardiaci.

Nel caso del cosmetico invece, le sostanze funzionali non devono arrivare al circolo ematico, bensì fermarsi nella cute e svolgere le loro funzioni, che per definizione devono essere solo di mantenimento dello stato di salute! Se vuoi approfondire la legge che regola la produzione dei cosmetici, puoi leggere il mio articolo qui.

La penetrazione del cosmetico è fortemente variabile, e può avere risultati anche molto diversi a seconda di tanti fattori. Alcuni di questi fattori sono ad esempio:

  • Il livello di idratazione cutanea (più è idratata la cute, migliore sarà l’assorbimento)

  • Lo spessore dello strato corneo: basti pensare alla differenza di spessore della pelle tra il palmo della nostra mano e la pelle del contorno occhi ad esempio. Dove lo strato corneo è più sottile, la penetrazione degli attivi sarà più rapida, mentre dove lo strato corneo è più spesso, il passaggio degli attivi sarà lento e difficile.

  • La grandezza della molecola è un aspetto di fondamentale importanza! Sopra determinate dimensioni, nessuna molecola è in grado di attraversare la cute, ed è il caso del collagene: come ingrediente cosmetico è spesso presente in prodotti antiage, induce le persone a pensare che potrà sostituire il collagene carente nella cute dopo una certa età, ma non è assolutamente così. La sua dimensione è tale da non permettergli di attraversare l’epidermide, tutt’al più sarà in grado di idratare e levigare lo strato corneo, ma nulla di più. Il collagene idrolizzato invece, può trovare impiego come lenitivo e disarrossante su pelli stressate da detergenti aggressivi. Se avete superato i quarant'anni e la vostra pelle inizia a produrre poco collagene e a svuotarsi, nessuna crema al collagene potrà ridarvi l’aspetto della gioventù (e probabilmente nessuna crema con nessun ingrediente potrà mai farlo davvero!). Tra l’altro, il cosmetico per definizione di legge non deve arrivare al derma, strato dove si trova il collagene, perchè riccamente vascolarizzato e sede di assorbimento sistemico. La penetrazione del cosmetico deve rimanere limitata agli strati superficiali, quindi esclusivamente nell’epidermide.

  • Gli ingredienti cosmetici, ed è il caso dei liposomi ad esempio: strutture complesse che mimano la struttura della parete cellulare e permettono il passaggio di molecole che sarebbero passate con più fatica.

Ma se il cosmetico deve raggiungere esclusivamente l’epidermide, cos’è un cosmeceutico? E perchè viene considerato migliore del semplice cosmetico?

Purtroppo al momento questo rappresenta una falla nella classificazione che la legge fa sui cosmetici. Con cosmeceutico, termine coniato per la prima volta dal dermatologo statunitense Albert Klingman, si intende una sorta di ibrido tra cosmetico e farmaco, un cosmetico “potenziato”, e vediamo quotidianamente prodotti definiti cosmeceutici che vengono presentati come migliori e più performanti di altri, perchè più ricchi di attivi o perchè arrivano “più in profondità”. In verità tuttavia, attualmente non esiste per la legge il cosmeceutico, e non ha alcun diritto di essere classificato come migliore di altri: si tratta probabilmente di una scelta di marketing dell’azienda per dare una migliore immagine dei propri prodotti, inducendo il cliente a ritenerla migliore di altri. D'altra parte è innegabile che alcuni prodotti siano più performanti, efficaci, e contengano attivi pregiati e che danno effettivamente risultati migliori di altri.

Come fare quindi a capire se il prodotto che abbiamo davanti sia di qualità? Invece di farci guidare da claims, paroloni, aziende blasonate, o influencer, impariamo pian piano a decidere da soli se il cosmetico che abbiamo davanti merita la nostra attenzione (e sopratutto i nostri soldi!). Per farlo teniamo conto dell'INCI, quindi di tutti gli ingredienti che contiene, scegliendo non in base alla quantità di ingredienti, ma in base alla loro qualità.

Un esempio? Avete mai trovato in un INCI Olus oil e Argania Spinosa kernel oil? Entrambi vegetali, entrambi accettati dai severi disciplinari della cosmesi naturale ed ecobiologica, ma profondamente diversi: il primo letteralmente significa “olio di oli” e rappresenta una miscela di oli vegetali, che possono includere anche oli di scarsa qualità organolettica. Il secondo, olio di Argan, è uno dei più pregiati oli vegetali, contiene un fitocomplesso articolato di sostante antiossidanti, acidi grassi, vitamine liposolubili e certamente caratterizza un cosmetico più pregiato. Diventa quindi fondamentale imparare a leggere un INCI e a comprendere cosa contenga il prodotto, così da farci essere sempre più consapevoli delle nostre scelte, e non farci più imbrogliare dai meri meccanismi di marketing nella scelta di ciò che stiamo per applicare sulla nostra pelle!

 

 

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